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Parassiti del legno: quali sono e come eliminarli

I parassiti del legno sono insetti che vivono per la maggior parte della loro vita all’interno del legno. Durante la loro permanenza, crescono, creano delle lunghe cavità e si nutrono dello stesso legno, rovinando esteticamente il mobile e indebolendo la struttura.
I tipi più comuni in cui possiamo imbatterci sono gli acari del legno, tarli e termiti.
Ma qual è la differenza tra di essi?
Essi sono accomunati solo dal fatto che si nutrono di legno.
I tarli scavano delle gallerie lunghe e profonde nella loro prima fase di vita, quella larvale. Queste gallerie vengono definite “buchi di sfarfallamento” e saranno le vie d’uscita dei tarli, una volta adulti.
Le termiti invece preferiscono gli strati interni ed è difficile accorgersene, se non in uno stato avanzato di presenza all’interno.
Per determinare se un mobile è stato infestato da tarli, è possibile seguendo dei semplici accorgimenti:
– Verificare che vi siano dei fori lungo le facce dell’oggetto in questione e che vi sia una polverina marrone deposita al di sotto di essi;
– Ascoltare, specialmente durante le ore notturne, se vicino all’oggetto interessato si percepisce un rumore di rosicchiamento.
Il processo di eliminazione richiede diverso tempo e, dal momento che questi insetti possono migrare verso altri parti lignee, è importante attivarsi rapidamente per prevenire lo stato dei materiali, soprattutto se vi è la presenza di parti strutturali lignee della casa, come colonne e capriate.
In questi casi, è sempre meglio affidarsi a specialisti del settore come ECOSISTEM che effettueranno un iter di disinfestazione, utile all’eliminazione totale del problema.
Dopo un’accurata ispezione e monitoraggio dell’area interessata, sarà eseguita una disinfestazione localizzata e che non andrà a rovinare l’integrità strutturale del legno.
Una volta debellato il problema, è sempre opportuno contattare uno specialista per effettuare delle ispezioni con cadenza trimestrale per far sì che non si ripresentino nuovamente.

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Cimici da letto come riconoscerle e alcuni miti da sfatare.

La cimice da letto detta anche “cimice del materasso” è grande quanto una lenticchia, lunga piu o meno 5 millimetri ed è di colore rosso-marrone, vivono in media 9 mesi.
Questo parassita morde per nutrirsi ed è necessario prestare attenzione alle punture ricevute soprattutto di notte.
Le punture si manifestano con delle macchie rosse sulla pelle che provocano prurito, non sono particolarmente pericolose, ma possono dare vita a reazioni allergiche in soggetti sensibili.
La presenza di macchioline di sangue sulle lenzuola, può dunque essere segnale di infestazione in atto.
Diversamente dai pidocchi che hanno bisogno di temperatura costante e perciò stanno a contatto con la pelle o sui peli o sui vestiti,
la cimice non vive sull’uomo e sui suoi vestiti, il contatto con l’uomo è limitato al tempo necessario per nutrirsi di sangue.
È sensibile alle alte temperature e muore in pochi minuti se esposta al sole, muore anche con il freddo improvviso.
Circolano molte voci riguardo le cimici dei letti, alcune delle quali non sono del tutto vere.
– Le cimici si diffondono solo in ambienti con molta sporcizia
Le cimici dei letti non si curano di una casa pulita o ordinata, sono alla ricerca solo di vittime alle quali succhiare il sangue.
In passato questi insetti venivano associati a cattive condizioni igieniche, ma al giorno d’oggi non è più così, possono apparire in qualsiasi casa.
– Le cimici dei letti sono portate dagli animali domestici come i cani.
Le cimici dei letti non rimangono attaccate come le zecche, inoltre sono parassiti tipici dell’uomo, quindi i cani non possono in nessun modo portare le cimici in un nuovo ambiente.
– la puntura delle cimici del letto è dolorosa
La puntura delle cimici del letto è molto discreta, diversamente questi insetti non riuscirebbero a nutrirsi a sufficienza.
La loro puntura funziona in modo molto simile a quella della zanzara.
Anche la cimice del letto, quando punge, secerne una saliva anestetizzante che consente loro di cibarsi in tutta tranquillità.
Se hai trovato questi parassiti in casa il fai da te per eliminarli non è conveniente, meglio affidarsi a dei professionisti nel settore.
Meglio non rischiare contatta noi di Ecosistem, troveremo la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Cimici da letto come riconoscerle e alcuni miti da sfatare.
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Quando il pericolo si nasconde in bagno !

Quando abbiamo l’esigenza di ripulirci e di stare al sicuro da germi e batteri, il primo pensiero va al nostro bagno.
Il bagno è uno dei luoghi dove, a causa dell’umidità, possono annidarsi più germi e batteri, è quindi importante curare sia l’igiene che la pulizia.
Saponette, asciugamani e sanitari sono i primi luoghi da analizzare:
La saponetta è l’oggetto più utilizzato per pulire mani e corpo ed è l’ultimo posto dove si andrebbero a cercare germi. A differenza del sapone liquido, ha un effetto detergente minore ed, entrando a diretto contatto con la persona, possono stazionare germi sulla superficie in attesa di contatto con la successiva persona.
E’ consigliabile quindi l’utilizzo di un dispenser di sapone liquido che limita i contatti.
Anche i normali asciugamani assumono particolare interesse se si parla d’igiene. Sono il rifugio perfetto per i germi perché l’umidità permette loro di sopravvivere e di trasmettersi verso altri individui.
Il rimedio migliore è l’utilizzo di salviette di carta le quali evitano qualsiasi trasmissione, a discapito dell’ecosistema.
Poi abbiamo i rifiuti. Depositarli all’interno di un cestino non basta per far sì che non vi sia contaminazione.
Lo stesso cestino potrebbe necessitare di una disinfezione, perché a contatto diretto con germi. E’ opportuno inserirli in sacchetti sigillati e che non rilascino odori.
Altra nota dolente arriva dai sanitari. Spesso si pensa alla pulizia solo dei componenti esterni ma non si considera che lo sporco possa annidarsi in giunture, tubi flessibili e sifoni, causando la formazione di germi e la produzione di odori sgradevoli.
Se non si ha voglia di risolvere questi problemi da solo, esistono società come ECOSISTEM che offrono dispositivi moderni per l’igiene personale, come asciugamani di cotone a rotolo e dispenser elettronici. Oltre all’installazione di questi dispositivi, eseguono anche sanificazione di sanitari, che prevedono non solo la pulizia di parti esterne ma anche la pulizia di parti interne, come sifoni e condotti.

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LA PIAGA DELLE INDUSTRIE ALIMENTARI..I PARASSITI!

I luoghi preferiti dagli insetti e acari del cibo sono le industrie alimentari poichè piene di alimenti e non sempre tenute sotto controllo. Pertanto queste aziende devono fare molta attenzione ad una possibile infestazione in quanto la presenza di questi parassiti possono mettere a repentaglio la “vita dell’azienda” a causa di un notevole danno economico, dovuto sia da una contaminazione del cibo e quindi l’inutilizzo dello stesso sia da un danno d’immagine, oltre che essere una minaccia per i macchinari stessi in seguito all’accumulo di sostanze prodotte dai parassiti.
I prodotti preferiti dagli infestanti sono pasta e farina, a seguire troviamo prosciutto, carne, formaggio, insaccati, frutta secca, noci, semi e caffè.
Tra i parassiti più comuni troviamo:
• La tignola del grano
• La tignola grigia
• La tignola fasciata
• La tignola del cacao
• L’acaro della farina
• Il punteruolo del frumento
• Il tarlo del tabacco
• Il tribolio
• Gli anobidi
Quando troviamo i parassiti da cibo nelle nostre case possiamo tranquillamente abolire il problema tramite rimedi naturali, eliminando il cibo contaminato e lavando in modo molto accurato la dispensa, preferibilmente usando un composto formato da aceto, acqua e olio di menta, quest’ultimo elemento è molto odiato dagli insetti e quindi previene il riverificarsi del problema; in seguito inseriamo tra gli scaffali foglie di alloro o fragranze come la lavanda, l’arancia o menta poichè aromi simili non sono amati da questi animali e quindi li allontanano.
Ma non è così semplice per le industrie alimentari poichè bisogna rispettare le normative specifiche, quali il Decreto Legislativo 193/07 sull’igiene degli alimenti, quindi è bene rivolgersi ad aziende specializzate nei servizi di disinfestazione.
Noi della ECOSISTEM effettuiamo disinfestazioni rispettando le buone regole di esecuzione per dare la certezza all’azienda di non incombere a rischi di contaminazione chimico-fisica e assicuriamo il pieno rispetto delle norme su salute e sicurezza. Inoltre consigliamo di fare controlli preventivi per evitare la probabilità di ingresso di parassiti nelle proprie industrie.

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LE TERMITI E IL LEGNO, COME SALVARE I NOSTRI MOBILI

Chi ha case in legno o mobili di legno si trova continuamente a lottare contro le termiti. Spesso sottovalutati, questi ospiti indesiderati possono causare danni di notevole entità nel giro di pochi anni tanto da essere considerati i parassiti più distruttivi al mondo.
Quindi per prima cosa bisogna capire se vi è la presenza di termiti in casa, come fare?
Constatate se vi sono perforazioni, anche di dimenzioni microscopiche, in mobili e strutture e nei dintorni dell’oggetto in esame la presenza di piccoli ammassamenti di legno ovvero notate se il legname è svuotato avvertendo un rumore di “vuoto” in seguito a piccolo colpi contro l’elemento in legno ovvero rilevare dei rigonfiamenti sotto la vernice.
Una volta appurato che siamo in presenza di un’infestazione di termiti possiamo agire utilizzando dei rimedi naturali per cercare di elminare questi ospiti indesiderati; alcuni di questi sono:
• trappola di cartone – è uno dei rimedi più conosciuti, bisogna utilizzare delle stisce di carone bagnate e disporle l’una affianco all’altra. Le termiti, essendo ghiotte di cellulosa, saranno attirate dal cartoncino quindi basterà rimuoverlo e bruciarlo per eliminarle;
• esposizione al sole – se l’oggetto infestato è di conenute dimensioni si può esporre alla luce diretta del sole per alcuni giorni, ciò farà scappare le termiti poichè esse sono molto sensibili alla luce del sole;
• olii essenziali – l’utilizzo di olii essenziali, come l’olio di arancio o l’olio di neem, è un rimedio molto efficace per l’eliminazione di termiti se siamo in un’area contenuta. Spargiamo sulla superficie gli olii essenziali e ripetiamo il passaggio più volte;
• aceto bianco – l’uso dell’aceto bianco è un rimedio molto utile per controllare l’inferstazione in luoghi di piccola entità. Basta creare un composto formato da aceto bianco e limone e utilizzarlo sull’area incriminata, ripetiamo il passaggio più volte al giorno.
L’utilizzo di uno o più di questi rimedi non ci da la certezza dell’eliminazione completa del problema quindi è sempre meglio rivolgersi a professionisti del settore come noi della ECOSISTEM che metteremo in sicurezza la vostra casa tramite una disinfestazione rapida e sicura e mettendo a disposizione i nostro personale qualificato per consigli su come evitare il ripresentarsi del problema.

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E’ REALMENTE COSI’ SEMPLICE POTARE UNA PIANTA?

La potatura è un aspetto molto importante nella vita della pianta poichè non comprende solo il taglio di parti di una pianta ma grazie alla potatura aiutiamo la pianta a crescere più forte e rigogliosa, incentivando la produzione di frutti e fiori, oltre a tutelarne la salute prevenendo le malattie.
La tecnica della potatura deve essere applicata su tutti i tipi di piante, utilizzandone per ciascuna di esse una specifica, considerando che per ogni tipo di pianta cambia sia il periodo sia il tipo di potatura; esistono due tipi di potatura: ordinaria e straordinaria.
La prima racchiude tutti gli interventi ordinari che si possono programmare anticipatamente e bisogna ripetere frequentemente, quali:
• potatura di trapianto – eseguita quando l’arbusto viene messo a dimora nel terreno;
• potatura di allevamento – eseguita con lo scopo di sviluppare una forma specifica della chioma;
• potatura di mantenimento – eseguita su piante mature per riequilibrare i rami tramite il diradamento della chioma;
• potatura a tutta cima o taglio di ritorno – eseguita tramite l’asportazione degli apici della pianta;
• potatura verde – eseguita principalmente nei periodi estivi asportando parte della chioma.
Mentre della seconda fanno parte gli interventi straordinari che risolvono un determinato problema, ne fanno parte:
• capitozzatura – consiste nell’esportazione dell’intera chioma della pianta (spesso sconsigliata);
• potatura di risanamento – consiste nell’eliminazione di rami danneggiati dagli agenti atmosferici o da infestazioni di parassiti;
• potatura di contenimento – consiste nell’esportazione di rami troppo vicini a strade, cavi elettrici o linee ferroviarie per questioni di sicurezza.
Esistono quindi regole e tecniche specifiche per effettuare una giusta potatura per evitare di commettere danni irreparabili, per questo motivo non bisogna improvvisarsi giardinieri senza una buona conoscenza della materia. E’ importante conoscere le tecniche giuste da utilizzare e il periodo per il quale intervenire poiché, come già detto, una scorretta procedura porterebbe al danneggiamento della pianta.
Pertanto noi della ECOSISTEM vantiamo di professionisti del settore ricchi di esperienza sulla manutenzione e potatura di piante ed alberi, cui utilizzano esclusivamente attrezzature professionali, per far si che le nostre piante siano sempre in buone mani.

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SOS MOSCHE IN CASA

Con l’arrivo dell’autunno bisogna combattere con un fastidioso problema…le mosche!
Esse sono tra gli insetti più numerosi del mondo, nonostante vivano soltanto poco più di un mese, grazie alla loro velocità riproduttiva.
Le mosche hanno una velocità pari a sette volte quella di un uomo, motivo per cui è così difficile catturarle a mani nude.
Non sempre si preferisce l’uso di insetticidi per abolire questo problema, quindi si ricorre a rimedi fai da te e naturali i quali possono essere utili sia per allontanare che per eliminare le mosche dalla nostra casa. Alcune di queste soluzioni sono:
• aceto e detersivo – aggiungete in una ciotola di aceto qualche goccia di sapone per piatti, la soluzione ottenuta fungerà da carta moschicida il quale attrarrà la mosca e la “imprigionerà” in modo tale da non riuscire più a volar via;
• latte, zucchero e pepe – cuocete a fuoco lento 1lt di latte, 100g di zucchero e 50g di pepe per 10 minuti e versate in un piatto, la consistenza del composto farà si che l’insetto vi annegherà all’interno;
• aceto e menta – fate macerare per una settimana delle foglie di menta in un barattolo d’aceto ed in seguito diluite la miscela in acqua, il fortissimo odore terrà gli insetti lontani da casa;
• limone e garofano – tagliate delle fette di limone ed inserite al loro interno dei chiodi di garofano, l’odore molto forte farà scappare le mosche da casa;
• piante aromatiche – l’uso di una qualsiasi pianta aromatica (basilico, menta, lavanda, sambucco, citronella) allontana gli insetti grazie al proprio odore molto forte.
Ovviamente è sempre meglio prevenire al problema quindi mi raccomando se vi sono avanzi di cibo copriteli sempre ed inseriteli negli appositi contenitori, non lasciate piatti sporchi in giro o il bidone della spazzatura aperto e pulitelo regolarmente.
Se il problema delle mosche persiste occorre necessariamente appellarsi ad esperti del settore come noi della ECOSISTEM cui utilizzeremo unicamente prodotti sicuri per l’ambiente e a norma di legge.

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Zanzara Tigre

Le zanzare appartengono alla famiglia dei Culicidi, insetti caratterizzati da addome lungo e stretto e apparato boccale che forma un lungo rostro atto a pungere e succhiare.
Le femmine delle zanzare possono deporre le uova direttamente sull’acqua o in luoghi che verranno sommersi solo dopo un certo periodo di tempo.
Indipendentemente dal sito di deposizione, la schiusa dell’uovo e lo sviluppo della larva di zanzara potrà avvenire solo in presenza di acqua allo stato liquido.
Le varie specie di zanzara si sono adattate in modo da consentire alle proprie larve lo sviluppo in differenti tipologie di acque: dolci, salmastre, limpide, torbide, inquinate o meno.
Solitamente non si trovano larve di zanzara in acque in movimento.
La velocità di sviluppo delle larve di zanzara, ovvero la durata del periodo che intercorre tra la schiusa dell’uovo e la comparsa della forma alata adulta,
è collegata alla temperatura dell’acqua in cui le larve si stanno sviluppando.
All’aumentare della temperatura delle acque infestate diminuisce la durata della fase di vita larvale e, di conseguenza, accelera la comparsa di nuove zanzare alate.
La Zanzara Tigre, arrivata in Italia più di un decennio fa dal Sudest asiatico, è ormai ben adattata ai nostri ambienti. E’ quindi a tutti gli effetti una zanzara italianizzata.
si distingue molto bene dalla zanzara comune per la livrea “tigrata” , infatti ha un corpo nero con striature bianche su capo, torace addome e zampe, le sue dimensioni sono comprese tra i 4 e i 10 mm.
Il ciclo vitale della Zanzara Tigre comprende 4 stadi: uovo, larva, pupa e adulto. Le uova sono nere e lunghe circa mezzo millimetro.
Le larve, che crescono e si sviluppano in acqua, sono disposte in un’unica fila a pelo dell’acqua, e sono caratterizzata da una grossa spina centrale.
L’adulto, infine, vive sulla terra ferma.
Particolarmente aggressiva, la Zanzara Tigre è attiva anche in pieno giorno.
Dato che non vola molto in alto, tende a pungere soprattutto le gambe degli esseri umani.
generalmente preferiscono spazi aperti, al riparo negli ambienti freschi e ombreggiati e trovano quindi rifugio soprattutto tra l’erba alta, le siepi e gli arbusti.
Tuttavia, negli ultimi anni sono stati segnalati abbondantemente anche in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o nelle aree industriali, dove ci sono pochi alberi.
A partire da circa 60 ore dopo il pasto di sangue le femmine depongono tra le 40 e le 80 uova, disponendole singolarmente appena sopra il livello dell’acqua.
Grazie a raffinati meccanismi bio-fisiologici, le uova di Zanzara Tigre possono sopravvivere in forma quiescente anche durante il freddo invernale e i periodi di siccità.
Basta però che le uova siano sommerse anche in una minima quantità d’acqua per un’ora, a temperature miti, per schiudersi.
Se l’immersione si prolunga per almeno 7 giorni, il ciclo adulto della zanzara riparte.
Sei infastidito da questi insetti? Non aspettare che il problema cresca ulteriormente: chiamaci!

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Chi ha un giardino prima o poi dovrà preoccuparsi dei topi

Questi roditori non sono solo un rischio per le piante, ma anche per la propria salute, infatti i topi sono invasi da pulci e zecche che possono causare malattie anche gravi. Sono in grado di riprodursi molto rapidamente, si possono accoppiare anche già dopo cinque settimane di vita. Una coppia di topi può generare in nove anni due milioni e 197mila tra figli e figli dei figli.
Per prima cosa se vuoi tenere lontano i topi dal tuo giardino assicurati di tenerlo sempre pulito e di eliminare tutte le foglie secche, in quanto le usano come tane.
Controlla se ci sono buchi nel terreno, piante rosicchiate in particolare se sono presenti i loro escrementi, gli escrementi di roditori hanno forma e dimensioni diverse a seconda delle specie.
I topi lasciano fino ad 80 escrementi al giorno, i ratti 40. I topi lasciano escrementi di forma cilindrica, neri, di 3-6 mm di dimensioni, i ratti invece marrone-marrone scuro, a forma di fuso rastremato, lungo circa 9-14 mm.
Inizialmente il ritrovamento è sporadico, per poi diventare più frequente lungo i sentieri che il topo frequenta giornalmente.
Ricordate che i topi si muovono sempre sullo stesso percorso, trovato il quale, non sarà difficile capire se effettivamente circolano nel vostro giardino.
Per aiutarvi potete acquistare la pianta di Ruta; la Ruta è una pianta aromatica con foglie molto profumate ed è proprio questo profumo a essere sgradevole ai topi.
Nelle campagne si usava mettere mazzetti di Ruta nelle cantine dove si teneva il cibo per allontanarli, si trovano molto facilmente semi di Ruta sugli scaffali dedicati alle piante aromatiche.
Nel caso in cui l’avvistamento di topi fosse frequente, allora è fondamentale una disinfestazione prima che si crei una situazione d’invasione vera e propria.
Chiama noi di Ecosistem, siamo esperti nel settore con più di 25 anni di esperienza.
Con noi il problema dei topi, sarà solo un brutto ricordo.

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Le mosche.. un infestante fastidioso in casa e in azienda

Nonostante siano grandi pochi millimetri e vivano poco più di un mese, le mosche sono tra gli insetti più numerosi e diffusi del pianeta.
Le mosche si nutrono degli avanzi di cibo e di letame, consumano i corpi in decomposizione, impollinano le piante, diffondono malattie, sono un lauto pasto per molti uccelli e un fastidio quando ci ronzano intorno.
Le mosche che ci entrano in casa dalle finestre sono di solito lunghe tra i 6 e i 7 millimetri e con un’apertura alare di quasi il doppio.
Distinguere una femmina da un maschio non è semplicissimo, ma in linea di massima le femmine hanno ali più lunghe rispetto ai maschi, che in compenso hanno zampe più lunghe.
Gli occhi delle femmine sono nettamente separati, mentre nei maschi la distanza è molto più ridotta, una mosca domestica ha nel complesso cinque occhi.
Gli occhi più evidenti della mosca sono quelli composti, grandi ai lati del capo e di colore rossastro.
Servono per vedere le immagini e sono formati da una miriade di minuscoli elementi che si chiamano ommatidi, che possiamo considerare una versione molto semplificata del nostro occhio.
Oltre ai due occhi composti, le mosche hanno sul capo tre occhi primitivi, molto più semplici, chiamati ocelli.
Questi non percepiscono le immagini ma solo le variazioni di luce.
Le mosche sono molto più svelte di noi a elaborare le immagini che arrivano dai loro occhi, si stima con una velocità pari a sette volte la nostra.
In un certo senso è come se vedessero al rallentatore rispetto a noi, ed è per questo che sono così difficili da catturare o spiaccicare, percepiscono per tempo il movimento della nostra mano o dello scacciamosche, volando via prima di fare una brutta fine.
Le mosche non sono grandi masticatrici e preferiscono seguire una dieta sostanzialmente liquida.
Nel corso dell’evoluzione le loro mascelle e mandibole si sono via via rimpicciolite, tanto da non avere più una funzione specifica.
È invece molto evidente la proboscide delle mosche, un minuscolo tubicino retrattile che termina con una specie di ventosa, è una sorta di spugna, percorsa da piccoli incavi che permettono alla mosca d’ingerire gli zuccheri e le altre sostanze nutritive.
All’occorrenza, dalla proboscide viene fatta uscire qualche goccia di saliva per ammorbidire i cibi solidi.
Le mosche domestiche adulte sono prevalentemente carnivore e vanno ghiotte di carne in putrefazione, come quella delle carogne, e di materiale già digerito come le feci.
Si nutrono anche di frutta e di vegetali, preferendo in questi casi quelli in decomposizione.
Le mosche assaggiano i cibi soprattutto camminandoci sopra, sulle loro zampe hanno recettori sensibili ad alcuni composti, come gli zuccheri.
L’accoppiamento delle mosche è piuttosto elaborato, le femmine producono una sostanza (ferormone) per segnalare la loro disponibilità.
È la femmina a penetrare il maschio, con il suo organo ovopositore, che entra in contatto con lo sperma del maschio per fecondare le uova.
L’accoppiamento dura diversi minuti e in seguito la femmina cerca un luogo dove deporre le uova, solitamente sceglie carne in decomposizione oppure accumuli di feci.
Le mosche possono essere un infestante fastidioso in casa e in azienda.
Chiama Ecosistem per tenere lontane le mosche.

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