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Le mosche.. un infestante fastidioso in casa e in azienda

Nonostante siano grandi pochi millimetri e vivano poco più di un mese, le mosche sono tra gli insetti più numerosi e diffusi del pianeta.
Le mosche si nutrono degli avanzi di cibo e di letame, consumano i corpi in decomposizione, impollinano le piante, diffondono malattie, sono un lauto pasto per molti uccelli e un fastidio quando ci ronzano intorno.
Le mosche che ci entrano in casa dalle finestre sono di solito lunghe tra i 6 e i 7 millimetri e con un’apertura alare di quasi il doppio.
Distinguere una femmina da un maschio non è semplicissimo, ma in linea di massima le femmine hanno ali più lunghe rispetto ai maschi, che in compenso hanno zampe più lunghe.
Gli occhi delle femmine sono nettamente separati, mentre nei maschi la distanza è molto più ridotta, una mosca domestica ha nel complesso cinque occhi.
Gli occhi più evidenti della mosca sono quelli composti, grandi ai lati del capo e di colore rossastro.
Servono per vedere le immagini e sono formati da una miriade di minuscoli elementi che si chiamano ommatidi, che possiamo considerare una versione molto semplificata del nostro occhio.
Oltre ai due occhi composti, le mosche hanno sul capo tre occhi primitivi, molto più semplici, chiamati ocelli.
Questi non percepiscono le immagini ma solo le variazioni di luce.
Le mosche sono molto più svelte di noi a elaborare le immagini che arrivano dai loro occhi, si stima con una velocità pari a sette volte la nostra.
In un certo senso è come se vedessero al rallentatore rispetto a noi, ed è per questo che sono così difficili da catturare o spiaccicare, percepiscono per tempo il movimento della nostra mano o dello scacciamosche, volando via prima di fare una brutta fine.
Le mosche non sono grandi masticatrici e preferiscono seguire una dieta sostanzialmente liquida.
Nel corso dell’evoluzione le loro mascelle e mandibole si sono via via rimpicciolite, tanto da non avere più una funzione specifica.
È invece molto evidente la proboscide delle mosche, un minuscolo tubicino retrattile che termina con una specie di ventosa, è una sorta di spugna, percorsa da piccoli incavi che permettono alla mosca d’ingerire gli zuccheri e le altre sostanze nutritive.
All’occorrenza, dalla proboscide viene fatta uscire qualche goccia di saliva per ammorbidire i cibi solidi.
Le mosche domestiche adulte sono prevalentemente carnivore e vanno ghiotte di carne in putrefazione, come quella delle carogne, e di materiale già digerito come le feci.
Si nutrono anche di frutta e di vegetali, preferendo in questi casi quelli in decomposizione.
Le mosche assaggiano i cibi soprattutto camminandoci sopra, sulle loro zampe hanno recettori sensibili ad alcuni composti, come gli zuccheri.
L’accoppiamento delle mosche è piuttosto elaborato, le femmine producono una sostanza (ferormone) per segnalare la loro disponibilità.
È la femmina a penetrare il maschio, con il suo organo ovopositore, che entra in contatto con lo sperma del maschio per fecondare le uova.
L’accoppiamento dura diversi minuti e in seguito la femmina cerca un luogo dove deporre le uova, solitamente sceglie carne in decomposizione oppure accumuli di feci.
Le mosche possono essere un infestante fastidioso in casa e in azienda.
Chiama Ecosistem per tenere lontane le mosche.

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